Complotti in classe! Come parlarne oltre i luoghi comuni

Ignoranti. Creduloni. Bugiardi. 
Quando parliamo di complotti – soprattutto se a tema salute – tendiamo quasi sempre a pensare che nei complottisti ci sia qualcosa che non va… Questa “anomalia” di solito può essere di due tipi:

  1. psichica: una sorta di disposizione paranoica innata e pericolosa, capace di degenerare nel delirio irrazionale;
  2. logica: basata su proposizioni false e alterate, “fake news” e menzogne che si propagano nell’era della post-verità.

“In entrambi i casi – scrive la filosofa Donatella Di Cesare nel recente saggio Il complotto al potere (Einaudi) –  ha la meglio un approccio normativo. Il presunto complottista dovrebbe essere avviato a una rieducazione cognitiva per correggere le distorsioni del suo ragionamento”. 

Eppure non c’è niente di più sbagliato del contrapporre le “fonti attendibili e verificate” a quelle “indipendenti e alternative” dei complottisti. Non è sufficiente, cioè, linkare approfonditi articoli di fact-checking, presentare dati attendibili e corretti, perché il complottista metterà in dubbio anche queste informazioni: la sua predisposizione è quella di mettere in dubbio qualsiasi verità, a cominciare proprio da quelle ufficiali e certificate… 

Per mettere fine a questa spirale, sarebbe meglio smetterla di ridicolizzare i complotti o ridurli a semplici “deliri” e “menzogne”. Bisognerebbe invece iniziare a riconoscere le motivazioni politiche e sociali che si nascondono dietro ogni complotto, come ben argomenta Donatella Di Cesare:

Non si può non riconoscere che il complotto nasce dalla paura e dall’isolamento del cittadino che si sente escluso dallo spazio pubblico. Dove la polis è divenuta inaccessibile, dove la comunità interpretativa è frantumata, va in frantumi anche la verità comune e si aggira lo spettro del complotto. 

L’idea che ci sia una forte matrice politica dietro ai complotti e a tanta disinformazione è sostenuta anche da Nicolas Guilhot, docente all’Istituto Universitario Europeo, che in un bellissimo articolo pubblicato sulla Boston Review spiega bene come le cospirazioni siano un problema sociale e politico, non di deficit cognitivo o di fallacia logica.

L’articolo di Guilhot è uno dei migliori usciti su questi temi negli ultimi mesi. Come da leggere è l’approfondimento di Andrea Signorelli Daniele su Il Tascabile che ripercorre le migliori pubblicazioni degli ultimi mesi sul tema dei complotti, come il recente Complotti! Da Qanon alla pandemia, cronache dal mondo capovolto di Leonardo Bianchi (Minimum Fax).

Senza dimenticare che non tutti i complotti vengono per nuocere. Come spiega questo articolo pubblicato sul sito di Città della Scienza, che raccoglie alcuni dei complotti-bufale più noti di sempre (attentato 11 Settembre, Protocolli dei Savi di Sion, scie chimiche, missione sulla Luna, Q-Anon) insieme a quei complotti-verità che invece hanno fatto crescere la sfiducia politica nelle istituzioni (i depistaggi sulla strage di Piazza Fontana o della Stazione di Bologna, il G8 di Genova; i complotti sulle armi di distruzione di massa in Iraq…)

Di questi temi parleremo nel Learning Café di martedì 18 Gennaio, durante il quale ci confronteremo sulla natura politica e sociale dei complotti. Proveremo poi a costruire la traccia di un’attività da svolgere in classe a partire dai più noti complotti storici e scientifici. 

Percorsi per approfondire

SAGGI

Il complotto al potere di Donatella Di Cesare (Einaudi)

Complotti! Da Qanon alla pandemia, cronache dal mondo capovolto di Leonardo Bianchi (Minimum Fax)

Anarcoccultismo  di Erica Lagalisse (D Editore)

ARTICOLI

Bad Information  di Nicolas Guilhot (Boston Review)

Il buono delle teorie del complotto  di Andrea Signorelli Daniele (Il Tascabile)

Complotti-bufale e complotti reali di Roberto Fieschi (Città della Scienza)

PODCAST

Complottismi di Andrea Daniele Signorelli, prodotto e curato da Radio Raheem (su Spotify e piattaforme podcast)

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