Cosa dicono di noi

Se i feedback sono importanti, ricevere recensioni come queste ci riempie il cuore!

Fabio Capoccetti, docente di matematica e fisica all’LSS Leonardo Da Vinci di Milano che segue i percorsi di Open the Box dal 2021, ha voluto condividere con noi gli esiti della settimana dedicata all’educazione civica che ha tenuto con le sue classi seconde.
Ha usato il percorso di verifica delle fonti online di Open the Box adattandolo al piano orario organizzato dalla scuola, presentando i materiali didattici e organizzando le attività in gruppi con ragazze e ragazzi.

Ci sono arrivate 18 recensioni che ci hanno fatto brillare gli occhi (e, quando gli abbiamo detto che volevamo condividerle sui nostri canali, alcune/i hanno fatto in tempo a inviarci i loro avatar). Le condividiamo tutte qui, per farvi vivere la loro esperienza attraverso le loro parole:

Victoria: In questi anni si parla sempre di più di una materia che fino a poco tempo fa era quasi inesistente nelle scuole, educazione civica. Ad essere sincera molti argomenti che si affrontano non mi interessano particolarmente e spesso vengono affrontati in modo noioso. Invece questa settimana mi ha sorpreso positivamente, sia per il tema trattato ma anche per le attività che mi hanno coinvolta e incuriosita.
E’ stata una settimana che mi ha fatto scoprire tantissime cose che prima non sapevo, come per esempio alcuni importanti eventi del Web che prima di allora conoscevo pochissimo.

Cecilia: Un’attività che mi ha messo particolarmente in gioco è stata quella di risalire alla fonte avendo come informazione solo un’immagine, vedere tutte le diverse ipotesi e confrontarmi con i miei compagni per arrivare ad una soluzione comune: riuscire a filtrare migliaia di immagini attraverso semplici trucchi
Questa attività mi ha permesso di essere più informata sul mondo della nostra generazione e mi ha messo in guardia dalle numerose trappole che potrei incontrare. Ho imparato a distinguere i siti attendibili da quelli falsi, un meme veritiero da uno modificato con informazioni false, immagini vere, originali e inerenti al caso di cui si parla, siti con titoli veri al posto di titoli acchiappaclick… Dunque sono soddisfatta del lavoro svolto questa settimana e spero che anche in futuro potremmo trattare sempre più argomenti moderni, con tematiche riguardanti questa generazione, in continua evoluzione tecnologica.

Viola: Inizialmente non comprendevo bene l’importanza di questo argomento, poi, dopo aver letto, visto video e appreso metodi come quello TAG, ho cominciato a prestare più attenzione a ciò che leggevo e dove lo leggevo; non che non stessi già attenta prima, no, ma ora prima di leggere un qualsiasi articolo svolgo una piccola analisi del sito e di come è scritto il tutto, cercando poi altri siti che ne parlino, preferibilmente di testate giornalistiche o emittenti televisive. Ho trovato inoltre divertente lavorare in gruppo per cercare la verità che si celava dietro a una foto e una notizia alquanto bizzarre.

Rei: Ho sempre pensato di essere abbastanza intelligente da evitare tutte le fake news e le varie bugie che circolano spesso su internet. Grazie a questa settimana di educazione civica però, ho imparato tante cose nuove. Prima non mi soffermavo molto sulle cose che leggevo, tenevo sempre bene in mente che mi trovavo sul web e qualsiasi cosa poteva essere totalmente falsa. Per colpa della mia superficialità, non sapevo bene distinguere il falso dal vero e spesso sono caduto in qualche bufala. Durante le attività che abbiamo svolto ho imparato ad analizzare quello che leggo, cercare e verificare le fonti, cosa che spesso non facevo ma che ho riconosciuto essere fondamentale per navigare sul web. Sono molto felice di questo, non mi sarei aspettato di imparare cose nuove, sempre per colpa della mia superficialità e quasi arroganza. Capire che in realtà sono sempre stato una preda molto facile su internet è stato strano da accettare e provo un grande sollievo nel sapere che ora non è più così. A questo punto sono aperto a imparare di più su questo argomento, non lo tratterò più con leggerezza perché, sono sicuro che ci siano infinite altre cose che ancora non so.

Fabio: All’inizio pensavo che una settimana di educazione civica sullo smontare bufale mi avrebbe trasmesso la necessità di eliminare le notizie dai social, ma in realtà mi ha aiutato a capire che vanno filtrate. Per esempio, io il meme dei Simpson e di Trump pensavo fosse vero, non lo avevo mai analizzato a fondo […]. Questa cosa ha acceso la mia curiosità, è molto interessante capire come le cose hanno avuto origine, e mi piacerebbe diventare una persona a cui non sfuggono i dettagli. Che sono quelli che ti permettono di capire se una cosa è vera o falsa.

Christian: Spesso nella vita mi è capitato di divertirmi guardando dei “meme” ma non mi ero mai chiesto la provenienza, la storia o la verità dietro questi, d’ora in poi saprò come fare a scoprirla! Ho trovato particolarmente divertente ed istruttivo anche il “Kahoot” affrontato in classe durante il quale abbiamo alternato momenti di gioco e di svago a momenti di acquisizione di importanti informazioni. Io credo che tutto ciò che abbiamo appreso attraverso queste lezioni ci sarà utile per tutta la nostra vita, poiché a prescindere da ciò che sceglieremo di svolgere nel nostro futuro, comprendere in quale modo si acquisiscono le informazioni e come riconoscere le fake news ci servirà per sempre.

Federico: Siamo riusciti a mettere subito in pratica quello che avevamo imparato che secondo me è fondamentale perché è necessaria sia una parte di teoria sia una parte di pratica per capire se abbiamo veramente appreso quello che ci è stato detto. Abbiamo svolto un lavoro di investigazione e dovevamo capire se la notizia relativa ad una foto fosse vera o falsa. Abbiamo usato gli strumenti che ci avevano proposto e siamo arrivati alla conclusione andando anche nel dettaglio sulla provenienza della foto.L’attività proposta è stata efficace e molto interessante e ci servirà sicuramente in futuro nel caso volessimo verificare l’attendibilità di una notizia o la affidabilità di un sito web.

Pietro: Di ciò che abbiamo fatto questa settimana, la mia parte preferita è stata la ricerca sugli avvenimenti della storia di internet, su cui ammetto di non essere stato troppo informato fino a settimana scorsa; mi è piaciuto particolarmente perché spesso, con tutte le cose nuove e interessanti che vengono annunciate ogni giorno, si perde coscienza della strada che già si ha percorso, e di cosa si ha imparato percorrendola.

Tommaso: Nonostante credessi di essere già preparato riguardo l’argomento della disinformazione sul web, mi sono ricreduto e ho acquisito nuove capacità che ora mi permettono di distinguere le fonti, onde evitare di incappare nelle cosiddette bufale. Per esempio adesso sono in grado di visualizzare le specifiche di un dominio per verificarne l’attendibilità, oppure ho scoperto i punti principali da seguire per riconoscere la veridicità di una notizia. Personalmente le lezioni mi sono piaciute in maniera particolare e credo di aver partecipato attivamente, sono dell’idea che questo tipo di didattica sia necessaria perché oltre a insegnare qualcosa agli alunni che può esser loro d’aiuto nella vita quotidiana, gli alunni stessi si rilassano e sono più contenti di partecipare alla lezione.

Sveva: Facendo parte della generazione Z posso parlare per i ragazzi come me che ormai vivono sui social network. Queste applicazioni sono pane per i denti degli adolescenti che possono tranquillamente nascondere tutta la loro vita e mostrare solo ciò che vogliono, creandosi una nuova e perfetta immagine. Soprattutto per le ragazze questo diventa frustrante perché si sentono in dovere di inseguire e raggiungere gli standard di bellezza dettati da queste piattaforme. Per la mia esperienza so bene quanto sia difficile vivere in questa epoca e quanto ci si senta giudicati dal mondo del web che cerca di imporre cosa è giusto e cosa no. In conclusione posso dire solo che l’unica arma che abbiamo è la consapevolezza. Utilizzare con consapevolezza questi strumenti ci permette di sfruttarne solo i vantaggi. Per questo è giusto parlarne, è giusto istruire le nuove generazioni ed è giusto imparare che la nostra vita è fuori e non dentro uno schermo.

Lorenzo: Prima di questa settimana non facevo molto caso all’attendibilità di una fonte, sia che si trattasse di un sito, che di una foto o di un video. Cercavo su Google ciò che mi serviva, prendevo i primi 4 siti che uscivano, e ne estrapolavo il contenuto, per poi unirlo con quello degli altri siti.
Non ho mai riscontrato grossi problemi nella ricerca di informazioni su Google, tranne che per l’attività che abbiamo fatto questa settimana assieme al prof. A primo impatto mi è sembrata una ricerca facile, veloce, non vedevo la difficoltà e, a dire la verità, neanche l’utilità. Come si può presupporre, avevo torto… E’ stata infatti una ricerca a cui ho voluto dedicare molto tempo ed impegno, cercando informazioni tra decine di fonti e verificando l’attendibilità di ognuna. Senza rendermene conto, ho dovuto scartare almeno 4 siti poiché contenevano fake news e/o non facevano riferimento ad alcuna fonte attendibile. Per la prima volta ho realizzato quanto Internet sia pieno di fonti che, all’apparenza possono sembrare affidabili, ma che in realtà risultano essere inutili. Se ci pensiamo bene non è poi così strano. Viviamo in un mondo in cui Internet ormai fa parte della nostra giornata, le nuove generazioni stanno crescendo insieme ai telefoni, ma rimane comunque un mondo in cui i soldi per molte persone sono molto importanti.

Giulia: È importante soffermarsi su quanto sia fondamentale l’attenzione, soprattutto visiva, degli individui che ogni giorno si ritrovano a utilizzare dei dispositivi banalmente connessi a Internet. Dietro ogni titolo, a ogni immagine scelta e ogni logo c’è uno studio enorme. Chiunque si renderebbe conto di un errore di battitura o di ortografia per riconoscere un sito ufficiale, e quindi solitamente diffusore di notizie veritiere e verificate, rispetto a una copia, leggendo attentamente la scritta. Ma è davvero così? In questa settimana, giocando a Kahoot! e con varie ricerche ci siamo resi conto che la vista umana, abituata a farci vedere sempre la stessa scritta ad esempio sul titolo di un giornale, può non rendersi conto di un sito non verificato, cadendo nei tranelli tesi dai divulgatori delle informazioni come l’utilizzo dello stesso font o dello stesso logo.

Eugenio: Ho imparato che le fake news, suscitando forti emozioni nel lettore, fanno appello al lato irrazionale dell’uomo. Per esempio, la notizia di una madre che fa tatuare il proprio bambino neonato suscita disgusto, e per quanto ciò possa essere assurdo si è spinti a credere che sia vero.
Penso sia sconvolgente che anche i giornali online, per acquistare visibilità, facciano uso dello stesso principio su cui si basano le fake news. Infatti, per attirare più lettori, usano titoli che non riportano completamente la notizia e ingigantiscono i fatti, facendo leva sulle emozioni… Grazie a questo lavoro, mi sono reso conto quanto internet sia uno strumento potente e allo stesso tempo pericoloso. Esso è un mezzo di comunicazione e condivisione del sapere, ma può anche essere usato per manipolare e per diffondere falsità. È come una moneta con due facce, e bisogna essere in grado di distinguerle per non esserne vittima.

Filippo: A me è piaciuto molto approfondire un argomento che fino ad ora non conoscevo; si tratta dell’infodemia, della quale, però, si parla da soli due anni. Ho imparato che il voler dare informazioni può risultare dannoso se le informazioni date sono eccessive ed alcune sbagliate… Il Khaoot oltre ad essere un quiz per divertirsi è stato anche reso come una spiegazione ma più divertente visto che nel frattempo stavamo svolgendo un quiz. Dopo ogni domanda e risposta veniva svolta una spiegazione da circa 10 min che serviva molto se già avevi idea di cosa si stava parlando ma non della definizione specifica; si poteva ascoltare la spiegazione precisa del prof o di qualche compagno che conosceva bene l’argomento. Ad esempio io conoscevo perfettamente cosa fossero i meme visto che li vedo tutti i giorni sui social ma non sapevo la definizione specifica.

Viola: Il lavoro di gruppo l’ho trovato, personalmente, molto divertente ed educativo e mi sono anche divertita a svolgerlo. Lavorare e collaborare in gruppo mi ha aiutato ad ottenere informazioni e a cogliere dettagli in più, su particolari che, molto probabilmente, da sola non sarei riuscita a notare. Penso che questa tipologia di lavoro sia basata su un buon metodo per imparare a navigare più consapevolmente nel web.

Pietro: Un argomento che trovo molto interessante e alquanto preoccupante è l’avvenimento dei deepfake, ovvero video dove delle AI (artificial intelligence) costruiscono degli avatar di persone influenti, che sono praticamente impossibili da distinguere. Questi avatar recitano dei discorsi mai fatti dalle sopracitate persone potenti e questo è potenzialmente pericoloso, poiché si rischia di creare disinformazione di massa anche per le persone più attente alla veridicità di un contenuto. Internet, come quasi tutte le cose, ha dei grandissimi lati positivi e altrettanto grandi lati negativi, ma tutto nelle mani sbagliate può essere pericoloso. Un coltello può essere utilissimo per cucinare, ma se uno psicopatico ne prende uno e va in strada ad accoltellare i passanti è colpa dell’individuo, non dell’oggetto. Cosa dovremmo fare, vietare i coltelli? Ritengo sia giusto che tecnologie così moderne vengano sviluppate e continuino ad essere sviluppate, fino a quando allo stesso tempo vengono applicate le giuste misure di sicurezza, ma non si può vietare a un uomo di fargliele rompere, si può reagire e cercare di arginare il più possibile i danni. 

Giovanni: Mi è piaciuto anche il fatto di svolgere queste attività insieme ai miei compagni o a piccoli gruppi, divertendoci a studiare e cercare le informazioni insieme e poi discuterne in classe per sapere cosa avevano trovato gli altri. La cosa che mi ha fatto riflettere è che le informazioni alcune volte coincidevano affatto.

Margherita: L’avvento prima di internet e poi dei social media ha rivoluzionato la società dei nostri tempi in modo molto significativo. È cambiata la modalità di interazione, di porre noi stessi agli altri, di apprendere le notizie e di conoscere il mondo. L’avvento di queste nuove tecnologie quindi ci ha portato moltissimi vantaggi, come ad esempio la possibilità di comunicare e sfruttare tutto il materiale nel web in maniera semplice e immediata. Tuttavia tutti questi strumenti messi a nostra disposizione, oltre a portare benefici, possono anche portare a degli svantaggi, soprattutto se non se ne conoscono i rischi.
Il web è come un’arma a doppio taglio, dobbiamo usarlo con cautela e possiamo proteggerci dagli svantaggi che porta solo con consapevolezza e un’attenta informazione. Ricordiamoci che il web, che permette di dare voce a tutti, è quindi interamente costruito da ognuno di noi, e per questo dobbiamo fare molta attenzione a ciò che vi ci troviamo.

Newsletter

Accesso riservato agli iscritti

Inserisci le tue credenziali per accedere.
Non hai le credenziali?